43) Montessori. La mente assorbente.
Maria Montessori (1870- 1952) in queste pagine descrive lo
sviluppo psichico del bambino come creazione, costruzione
dovuta all'attivit esercitata dal soggetto sull'ambiente. Il
bambino  definito embrione spirituale per sottolineare che
niente  gi preformato in lui, ma sono presenti potenzialit
(nebule) che possono svilupparsi solo assimilando dall'ambiente
gli elementi necessari per la costruzione delle funzioni
psichiche. La Montessori definisce mente assorbente questa
tendenza del bambino nei primi anni di vita all'assorbimento
inconscio dei dati del suo ambiente, sottolineando la specificit
dei processi mentali infantili rispetto a quegli dell'adulto.
M. Montessori, La formazione dell'uomo.
II bambino deve avere una funzione speciale che non  quella
soltanto di essere pi piccolo e pi debole rispetto all'adulto.
Esso non possiede per nascita tutti gli attributi destinati a
ingrandirsi e fortificarsi per arrivare allo stato adulto;
infatti, se avesse gi dei caratteri fissati come avviene per le
altre specie, l'uomo non potrebbe adattarsi a luoghi e abitudini
tanto diverse, n evolvere nelle sue forme sociali, n assumere
lavori tanto diversi.
Esso dunque  diverso dagli animali, proprio riguardo all'eredit.
Non eredita evidentemente i caratteri, ma le potenzialit a
formarli. E' dunque dopo la nascita che i caratteri propri della
razza a cui il bambino appartiene si costruiscono.
Prendiamo ad esempio il linguaggio. E' certo che l'uomo deve
possedere e trasmettersi per eredit la qualit tutta nuova di
svolgere un linguaggio che sta in rapporto con l'intelligenza e la
necessit di trasmettere il pensiero per una cooperazione sociale.
Ma non esiste un linguaggio particolare. L'uomo non parla una
lingua solo perch cresce; come un cagnolino, che, m qualunque
parte del mondo si trovi, anche se isolato da altri cani, abbaia.
Il linguaggio viene a poco a poco, e si svilupper appunto durante
l'epoca inerte e inconscia della prima infanzia. E' a due anni o
due anni e tre mesi, che il bambino parla distintamente e
riproduce precisamente il linguaggio che parlano quelli che lo
circondano. Non riproduce ereditariamente il linguaggio del padre
e della madre. Infatti, se un bambino  allontanato dai suoi
genitori e dal suo popolo,  messo in un altro paese dove si parla
un'altra lingua, egli assume il linguaggio del luogo dove si
trova. [...].
Il linguaggio dunque si sviluppa ex novo dal bambino stesso. Esso
lo sviluppa naturalmente, s, cio ha questo potere ereditario, ma
lo sviluppa egli stesso, in se stesso, prendendolo dall'ambiente.
Niente  pi interessante degli studi recenti di psicologia
relativi a osservazioni esatte sullo sviluppo del linguaggio nei
bambini.
I bambini assorbono, certo inconsciamente, il linguaggio in un
modo grammaticale; e mentre rimangono apparentemente inerti per
molto tempo, a un tratto (o per meglio dire nello spazi o di due
anni e tre mesi circa), mostrano un fenomeno quasi di esplosione
di un linguaggio gi tutto formato. Dunque ci fu uno sviluppo
interno durante il lungo periodo in cui il piccolo era incapace di
esprimersi. Esso stava elaborando nei misteri del suo inconscio
tutto il linguaggio, con le regole che mettono le parole
nell'ordine grammaticale che  necessario a esprimere il pensiero.
Ci fanno i bambini rispetto a tutte le lingue possibili. Le pi
semplici, come quelle di certe trib africane, e le pi
complicate, come quella tedesca o russa, tutte sono assorbite
esattamente durante il medesimo periodo di tempo; e in ogni razza
il bambino comincia a parlare verso i due anni di et. Fu cos
certamente anche nel passato. I bambini romani avranno parlato
quella lingua latina cos complicata nei casi e nelle declinazioni
e tanto difficile a essere appresa dai giovani dei nostri tempi
che frequentano le scuole superiori; e, in India, i piccoli
bambini avranno parlato il sanscrito, che  di una difficolt
quasi insuperabile per gli studiosi di oggi. [...].
I linguaggi assorbiti durante l'et infantile sono evidenti e
inimitabili: sono i rispettivi linguaggi materni, propri
all'uomo ignorante come a quello colto. Linguaggio unico per ogni
uomo che lo possiede nei suoni alfabetici, nelle intonazioni della
voce nelle disposizioni grammaticali e che caratterizza la sua
provenienza da una nazione o da una razza, come potrebbe fare il
colore della pelle o la sagoma del corpo.
Come furono fissati quei diversi linguaggi? quei linguaggi
elaborati a traverso infinite generazioni, quei suoni che si sono
evoluti attraverso il pensiero degli uomini? Certo non perch il
bambino vi prestasse un'attenzione conscia e non per studio
intelligente. L'uomo ha come carattere ereditario la facolt di
poter parlare; ma non  per eredit che si trasmette quel
determinato linguaggio. Che cosa allora si eredita?.
Si potrebbe fare un paragone con le nebule creatrici degli astri
che sono ammassi quasi inconsistenti di gas eterei, cose
impalpabili che pure a poco a poco si solidificano e si
trasformano, diventano astri e pianeti.
Se, per fare un paragone, si supponesse un'eredit del linguaggio,
questa sarebbe una nebula, inesistente e muta, senza la quale
tuttavia non vi sarebbe alcuna possibilit di sviluppare un
qualsiasi linguaggio. Le nebule sarebbero misteriose potenzialit
paragonabili a quelle dei genus, che si trovano nella cellula
germinativa e che hanno sui futuri tessuti il potere di dirigerli,
in modo da formare degli organi complicati e precisati in tutti i
loro tessuti.

L'embrione spirituale.

Il bambino, che in apparenza  psichicamente inerte, non sarebbe
forse un embrione in cui si svolgono i poteri e gli organi
psichici dell'uomo? Un embrione dove esistono soltanto nebule, le
quali hanno il potere di svolgersi spontaneamente, s, ma solo a
spese dell'ambiente, di quell'ambiente che  cos vario, nelle
forme di civilizzazione? Ecco perch l'embrione umano deve nascere
prima di completarsi e si pu svolgere solo dopo la nascita,
perch le sue potenzialit devono essere stimolate dall'ambiente.
Le influenze interne saranno molte, come nella crescenza fisica
ci sono, durante i processi dipendenti dai genus, per esempio le
influenze dei vari ormoni. Qui invece, nell'embrione spirituale,
esistono delle sensibilit dirigenti. Per esempio, nel caso del
linguaggio, si nota agli esami sensoriali che il senso dell'udito
sembra essere il meno sviluppato durante le prime settimane di
vita. Eppure  col senso uditivo che devono essere raccolti i
suoni pi delicati della parola. Ne risulta perci che l'udito non
ode solo come senso: ma  guidato da speciali sensibilit a
raccogliere dall'ambiente precisamente i suoni delle parole. E
questi allora non sono soltanto sentiti, ma provocano delle
reazioni motrici nelle fibrille delicate delle corde vocali, della
lingua, delle labbra che sono risvegliate, tra le tante fibrille,
proprio in quel modo per riprodurre quei suoni. Tuttavia ci non 
espresso immediatamente ma  immagazzinato in attesa del tempo in
cui il linguaggio dovr nascere. Come il bambino nella vita
intrauterina si forma senza funzionare, ma  poi stimolato a
nascere a un certo momento e funziona tutto a un tratto.
Queste sono supposizioni, ma resta il fatto che avvengono sviluppi
interni diretti da energie creative, e questi sviluppi possono
arrivare a maturit prima di manifestarsi all'esterno.
Quando poi si manifestano, essi sono caratteri costruiti a formare
parte dell'individualit.


La mente assorbente.

Certamente, non tutti questi complicati processi seguono il
funzionamento che si trova stabilito nell'adulto, perch il
bambino non ha imparato una lingua come noi potremmo imparare una
lingua straniera, con lo sforzo delle nostre facolt mentali, ma
egli ha acquistato una costruzione stabile, esatta, meravigliosa,
come le costruzioni embrionali di un organo in un organismo.
Esiste cio nel piccolo bambino uno stato mentale inconscio che 
creativo, e che noi chiamiamo mente assorbente. E la mente
assorbente costruisce non per sforzi volontari, ma sulla guida di
sensibilit interne, che chiamiamo periodi sensitivi, perch
la sensibilit dura solo temporaneamente, dura fino a che non 
compiuto l'acquisto che deve fare la natura. Cos, per esempio, se
in un bambino la nebula del linguaggio trovasse ostacoli allo
sviluppo e le sensibilit uditive costruttive non funzionassero,
ne potrebbe derivare un sordomuto che ha tutti gli organi
dell'udito e della parola perfettamente normali.
E' chiaro che nella creazione psichica dell'uomo ci deve essere
un fatto segreto. Se noi impariamo tutto a traverso l'attenzione,
lo sforzo di volont, l'intelligenza, come pu intraprendere la
sua grande costruzione il bambino che ancora non  dotato di
intelligenza, di volont e di attenzione? E' evidente che in esso
agisce una mente con poteri tutti diversi dai nostri e che perci
pu esistere nell'inconscio un funzionamento psichico diverso
dalla mente conscia.
Il linguaggio  l'esempio che pu prestarsi pi chiaramente a dare
un'idea di questa differenza di mentalit, perch esso si presta a
uno studio di osservazione diretto e dettagliato.
Nella mente inconscia non si incontrano le diverse difficolt che
noi esperimentiamo nell'imparare, per esempio, una lingua molto
semplice o una lingua estremamente complicata. Evidentemente, come
non ci sono difficolt, non ci sono nemmeno graduali sviluppi
relativi a queste difficolt. Il tutto  preso nello stesso
periodo di tempo. Ora questo acquisto non  paragonabile allo
sforzo di memoria che dobbiamo fare noi, n alla labilit della
nostra memoria che lascia facilmente sfuggire i suoi evanescenti
acquisti; perch il linguaggio nell'epoca inconscia si stampa
indelebilmente e diventa un carattere che l'uomo trova stabilito
in se stesso. Nessun linguaggio che si voglia sommare al
linguaggio materno diventer un carattere, e nessuno sar di cos
sicuro possesso come quello. [...].
La lingua materna non  affidata alla memoria conscia, essa 
depositata in una memoria diversa, simile a quella che gli
psicologi moderni, biologi o psicoanalisti chiamano mneme o la
memoria della vita, quella che trattiene le forme trasmesse per
eredit, a traverso l'infinit dei tempi e che  considerata come
un potere vitale. [...].
La mente assorbente! meraviglioso dono dell'umanit!.
Senza che vi partecipi col suo sforzo, solo vivendo, l'individuo
assorbe dall'ambiente anche un fatto complesso di cultura, com'
il linguaggio.
Se questa forma essenziale permanesse nell'adulto, come sarebbero
facilitati gli studi! Immaginiamoci di poter andare in un altro
mondo, diciamo nel pianeta Giove, e d'incontrarvi degli uomini che
solo passeggiando e vivendo assorbono tutte le scienze senza
studiarle, acquistano abilit senza lo sforzo dell'esercizio! Noi
diremmo: Che fortunato miracolo! Ebbene, questa forma fantastica
della mente esiste;  la mente del piccolo bambino. E' un fenomeno
che rimane nascosto nei misteri dell'inconscio creativo.
Se questo avviene per il linguaggio, per quella costruzione di
suoni foggiata dagli uomini durante secoli e millenni di sforzi
intellettuali, per cesellare l'espressione del pensiero,  facile
riconoscere che debbono, analogamente, fissarsi nel bambino i
caratteri psichici che differenziano una razza dall'altra: ossia
le abitudini, i pregiudizi, i sentimenti e, in genere, tutti i
caratteri che noi sentiamo incarnati in noi, indipendentemente o
anche malgrado le modificazioni che la nostra intelligenza, la
logica, il raziocinio sarebbero disposti a portarvi. [...].
Il bambino costruisce veramente, riproducendole in se stesso come
in una forma di mimetismo psichico, le caratteristiche degl'uomini
che lo circondano. E cos, crescendo non diventa semplicemente un
uomo, ma diventa un uomo della sua razza.
Con questa descrizione abbiamo toccato un segreto psichico di
importanza vitale per l'umanit: il segreto dell' adattamento.
R. Fornaca-R. S. Di Pol, Dalla certezza alla complessit. La
pedagogia scientifica del Novecento,
Principato, Milano, 1993, pagine 140-143.
